sabato 30 giugno 2012

"Esoterismo, storia e politica": pubblicata oggi su Rinascita l'intervista a Sandro Consolato, autore del saggio "Dell'elmo di Scipio"

Esoterismo, storia e politica. A colloquio con Sandro Consolato, autore del saggio “Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, Storia d’Italia e memoria di Roma”
di Giampaolo Cufino
 
Abbiamo incontrato Sandro Consolato, studioso dei rapporti tra esoterismo, storia e politica, per 12 anni direttore del periodico “La Cittadella” e autore di numerosi saggi e articoli. Recentemente la casa editrice flower-ed ha pubblicato, in formato e-book, un suo saggio storico dal titolo molto eloquente, “Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma”.
Esoterismo, storia e politica, dicevo: tre elementi che ritroviamo continuamente intrecciati in questa storia d’Italia e che ci piace approfondire; in tale orizzonte si situa la nostra intervista a Sandro Consolato.


“Dell’elmo di Scipio” si colloca nel genere letterario della saggistica storica. Quale importanza riveste fare ricerca storica? E questo saggio quali nuove prospettive apre al lettore?


Ho una formazione accademica di tipo storico, ma non sono uno storico di professione. La ricerca storica io la intendo, ovviamente in rapporto alla mia persona e ai miei interessi ed obiettivi, come parte integrante di una attività “militante” da esercitare nel dominio delle idee, con lo scopo di offrire determinati punti di vista spirituali, etici e politici. Questo tipo di ricerca deve coniugare quanto più possibile l’obiettività storica con la funzione persuasiva, cioè con la capacità di convincere il lettore della bontà di un punto di vista sulla storia che in qualche modo deve sfociare naturalmente in una determinata prassi – ripeto: spirituale, etica e politica – riguardo al presente. Le prospettive che vorrei aprire sono quelle stesse per cui lavoro, intellettualmente, ormai da più di venti anni, ovvero quelle della ricostruzione di un saldo senso dell’identità nazionale.

Il titolo del saggio mostra in maniera chiara quale sia l’argomento trattato. Ma qual è il punto di vista secondo cui viene ricostruita la nostra storia nazionale?

Direi che è il sottotitolo a indicare chiaramente sia l’argomento trattato che il punto di vista assunto. Parlo di “Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma”, perché il saggio tratta inizialmente anche di tutta la storia d’Italia prerisorgimentale, evidenziando come a Roma l’Italia debba la sua identità unitaria, e alla “memoria di Roma” il faticoso cammino verso la nascita di uno Stato nazionale. Il titolo, tratto ovviamente dall’inno di Mameli, è a mio avviso simbolicamente perfetto: perché Mameli voleva dire esattamente questo: che l’Italia non poteva trovare ragione e forza di unità se non nel richiamo alla virtus romana. Il mio punto di vista però è più complesso, e direi anche più ardito: io non mi limito a sostenere che in tutta la storia dell’Italia postromana è esistita una “memoria di Roma” (di carattere eminentemente culturale) che ha agito per l’unità nazionale, ma mi spingo fino a sostenere che questa “memoria” è stata anche attivata, per così dire, “magicamente”, da élites esoteriche di radice precristiana, spesso coincidenti con le élites culturali della nazione (tutto questo ha a che fare con la mia più nota attività di studioso di esoterismo).

In “Dell’elmo di Scipio” si criticano le varie forze politiche e culturali che hanno dominato la scena politica della prima e della seconda repubblica per il loro sostanziale antirisorgimentalismo, ma la critica è più severa con la destra. Il libro si può qualificare come espressione di un’area politica particolare…


Ho evidenziato come certe posizioni antirisorgimentali, e quindi poi antinazionali tout court, espresse in questi ultimi decenni dal leghismo al nord e dal neoborbonismo al sud, abbiano radici tanto nella destra quanto nella sinistra estrema, soprattutto degli anni 60-70, cui si è aggiunto il peso dell’universalismo e del neotemporalismo cattolico. Sono più severo con la destra perché ha finito in gran parte per vedere nel Risorgimento solo un fenomeno borghese, moderno ed eterodiretto, e mi sono particolarmente affaticato nel mostrare che le cose non stanno esattamente così. Del resto, lo storico di sinistra Alberto Mario Banti, considerato oggi uno dei migliori studiosi del Risorgimento, ha criticato fortemente il richiamo, molto strumentale e molto recente, della sinistra italiana (con Ciampi in particolare) a quel periodo e modello, che lui vede intriso pericolosamente di idee identitarie, di “sangue e suolo”, di mistica del sacrificio. Con grande piacere, ho in questi giorni visto pure che “Nouvelle Ecole”, la rivista di Alain de Benoist, in appendice al suo numero 61 monografico sui Romani ha posto anche un saggio di Yves Branca sul Risorgimento italiano, che lo valorizza positivamente come fenomeno di “rivoluzione conservatrice” e “nazionalpopolare”, facendo particolarmente riferimento alla sinistra risorgimentale, a Mazzini, Pisacane, Garibaldi. Ora, se il mio libro dovesse essere espressione di un’area politica particolare, lo sarebbe di un’area che attualmente non c’è, che è appunto quella di una sinistra nazionale, fortemente innervata di elementi propri peraltro alla cultura della destra non liberale né liberista.

Roma appare come momento di concezione dell’idea nazionale. Qual è l’eredità culturale, politica, valoriale di questa nostra ascendenza?


Questa eredità purtroppo è largamente distrutta. Anche per colpa degli abusi del Fascismo, in verità. Rimane nel territorio, nei monumenti, in quel po’ di cultura classica che ancora si veicola a scuola o nei media, ma non genera consapevolezza identitaria, né risveglio etico e civile. Roma antica è molto più ammirata, rispettata e ricordata all’estero che in Italia: questo è molto triste.

Il periodo risorgimentale rappresenta, invece, il momento di fioritura di quell’idea, ripresa e riattualizzata. Con quanta consapevolezza di ciò agirono i protagonisti dell’epoca?

Il Risorgimento, complessivamente considerato, è stato tante cose assieme. E’ esistito anche un patriottismo italiano piuttosto avverso all’idea forte di Roma. Io questo l’ho messo ben in luce, in particolare trattando dell’ala moderata. Però il nucleo forte del Risorgimento sente notevolmente questa idea che Roma sia l’origine e il fine del Risorgimento. Garibaldi, che è il simbolo stesso dell’indipendenza italiana, su questo è molto netto.

L’esposizione ci conduce fino alle soglie del 2012 con i relativi fatti di cronaca e politica. Che ne pensa delle celebrazioni del 150° del 2011 e del ruolo del presidente Napolitano?

Il mio libro era programmato per il marzo 2011 e ho dovuto poi riaggiornarlo un po’ quasi costantemente. Chi ricorda l’anticipazione dell’introduzione, che uscì nel novembre 2010 sul “Foglio” di Giuliano Ferrara, ricorderà anche come guardavo con una certa apprensione al modo in cui sarebbe andato il 150° e anche al ruolo della Lega. Ora, il 150° alla fine è andato molto meglio di quanto prevedessi, e secondo me, anche a livello per così dire “sottile”, ha determinato il successivo crollo politico-morale della Lega. Se il 150° doveva essere una sorta di referendum sul sentirsi italiani o no, beh, ha vinto senz’altro il partito del sì, e questo è positivo. Nel libro riconosco il ruolo positivo che Napolitano ha avuto nell’avvicinare istituzioni e popolo al tema unitario. Devo però qui aggiungere – dapprima lo avevo fatto anche nel libro, ma poi ho voluto glissare, lasciando in fondo capire come la pensavo su ciò che è accaduto alla fine del 2011 grazie ad una citazione di Marcello Veneziani – che al suddetto riconoscimento verso la presidenza della Repubblica deve accompagnarsi la severissima critica di aver piegato quelle stesse celebrazioni ai fini di una ulteriore e più grave diminuzione della sovranità nazionale, sia osando paragonare le pseudo “primavere arabe” al Risorgimento sia pilotando l’Italia verso il suo commissariamento da parte della cosiddetta “Europa”.

Quale messaggio possiamo mandare ai lettori di “Rinascita” e ai potenziali lettori dell’e-book al fine di restituire un’immagine positiva della nostra storia nazionale?


Il messaggio è proprio quello della “rinascita”. L’Italia è stata a volte paragonata ad una Fenice, soggetta a morti e resurrezioni. Il Risorgimento è stato, pur con tutti i suoi limiti, i suoi drammi intrinseci e le non poche eredità negative, un grande momento storico di risveglio di energie vitali, destinate a fare dell’Italia una nazione comunque protagonista della grande storia contemporanea; una nazione con cui sono ferocemente arrabbiato ma che preferisco alla Svizzera, federalista e ordinata quanto si vuole, ma memorabile solo per gli orologi e le banche. Se non esiste, come pretendeva Fukuyama, la “fine della storia”, allora non esiste nemmeno la fine dell’Italia, la terra che fu detta “sempre rinascente”.

L’e-book può essere acquistato sul sito della casa editrice: www.flower-ed.it
“Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma”, di Sandro Consolato (flower-ed, 2012)

Fonte: Rinascita


martedì 26 giugno 2012

Recensione di SOLDI, MISTERI E ALTRE CONSEGUENZE

Anna è una giovane analista economica che lavora per la United Alliance Trusted, una società di consulenza finanziaria. Una delle sue società clienti acquisisce la quota di maggioranza della South African Investment Trading Ltd, una compagnia da cui è transitato più di un miliardo di dollari negli ultimi due anni. Anna e il suo collega Rino vengono così inviati in Sudafrica per un'ispezione del sito e la verifica di alcuni documenti.
Non sarà però così semplice, si ritroveranno in un ambiente ostile e un vortice di pericolosi intrighi li trascinerà in giro per il mondo.


Dalle prime pagine può sembrare che la storia sia principalmente incentrata sulle dinamiche finanziarie delle società, in realtà il denaro è solo la punta dell'iceberg di una vicenda molto complessa.

Anna è una donna come tante, spesso in viaggio per lavoro, impegnata in una relazione complicata, è socia di una compagnia di consulenza e questo le permette di condurre una vita agiata concedendosi qualche svago. Da un giorno all'altro si ritrova coinvolta in un terrificante ingranaggio di rapimenti, fughe e scontri a fuoco. Saranno a rischio la sua sicurezza e quella delle persone a lei vicine.
L'opera prima di Federico Negri è adrenalinica, ricca di tensione, mistero e colpi di scena.
E' un romanzo d'azione che corre veloce, è una pericolosa avventura in giro per il mondo e nelle ultime battute fanno anche capolino pillole di fantascienza degne di un techno-thriller.
E' una continua sorpresa e non annoia mai grazie anche allo stile molto fluido e ricco di dialoghi.
Mi ha colpito un particolare stratagemma narrativo usato dall'autore. A volte, nel corso della vicenda, i suoi personaggi fanno il punto della situazione sintetizzando gli eventi più importanti che sono accaduti. Questo consente al lettore di non perdere mai il filo del discorso nel corso di una storia molto articolata.
Purtroppo trovo che il titolo non sia abbastanza incisivo, è piuttosto generico e non valorizza l'originalità del romanzo.
Avrei preferito anche un più accurato profilo psicologico dei protagonisti, avrebbe dato ancora più carattere alla narrazione.
Un buon esordio per un giovane autore da tenere d'occhio.

Ringrazio Federico Negri per avermi inviato il suo libro.


★★★★☆

Una sorprendente avventura adrenalinica


Flower-ed, € 5.00, 426p.

Prima edizione originale: 2012

domenica 17 giugno 2012

Intervista a Federico Negri, autore di SOLDI, MISTERI E ALTRE CONSEGUENZE


Federico Negri

Un saluto a tutti i lettori! Oggi per la consueta rubrica del sabato, “Ci risponde…”, abbiamo Federico Negri. Ciao Federico e benvenuto su questo blog!
Ci dici qualcosa su di te?

Certo, anche se non so mai cosa rispondere a questa domanda! Vivo a Torino e vi anche sono nato nei primi anni 70, quindi appartengo all’ultima generazione che ha compiuto 18 anni senza aver mai usato un cellulare o essere mai entrato su un sito internet. Ho una bellissima famiglia, con due bimbi, una moglie e anche un cane da corsa, biondo con i piedi bianchi.
E amo leggere, da sempre. Mia madre dice sempre: “è da quando è nato che legge”.

Un’altra domanda “leit-motiv” di questa rubrica. Quali letture ti hanno colpito di più? Quali sono i tuoi autori preferiti?
Ho vissuto diverse fasi nella mia vita di lettore, però ovviamente ho anch’io io miei bravi autori feticcio. Nel periodo liceo-università quando avevo molto tempo per leggere e pochi soldi per comprare libri, mi sono letto quasi tutto lo scaffale contrassegnato dalla lettera “F” della biblioteca civica di Torino Centro, via Cittadella per chi sa. E “F” sta per fantascienza. Quindi quella è la mia base di partenza e infatti la mia autrice in assoluto preferita, CJ Cherryh, è un mostro sacro del genere. Poi negli anni ho letto altro, sempre però mantenendo vivo il filo del fantastico. Adoro Stephen King, Neil Gaiman, George RR Martin, Vernor Vinge, ma ad esempio anche Amelie Nothomb, Gabriel Garcia Marquez, JD Salinger e talmente tanti altri che mi riesce difficile elencarli tutti. 

Ci parli del tuo romanzo “Soldi, misteri e altre conseguenze”?
Come dicevo sono partito dalla fantascienza, anche nelle mie produzioni letterarie. Nel mio cassetto c’è infatti un romanzo, scritto all’università, ambientato in mondi lontani. Però invece quando ho iniziato a scrivere “Soldi, misteri e altre conseguenze” ho sentito l’esigenza di raccontare qualcosa di più vicino alle mie esperienze. Il libro racconta infatti la storia di una giovane analista finanziaria, Anna, trascinata all’inseguimento di un misterioso genio della finanza per mezzo mondo. Le avventure di Anna la spingono oltre i propri limiti, e quindi è stato estremamente interessante per me osservare e descrivere il comportamento di una persona normale, di una anti-eroina, in una situazione critica, dove deve tirare fuori tutto il suo coraggio e la sua intuizione per sopravvivere ai suoi giganteschi nemici.

Molti esordienti puntano sul protagonista straniero. Come mai per la tua storia hai scelto invece un protagonista italiano?
Ci avevo pensato infatti. Però è un punto di vista troppo difficile da affrontare, almeno per me.
Ci sono delle sfumature nel comportamento di ognuno di noi, che appartengono anche alla nostra eredità culturale. Quindi se avessi scritto con un protagonista straniero penso che mi sarei paralizzato a ogni azione, per pensare se una persona di quel paese poteva pensare e agire in quel modo o meno. Poi c’è straniero e straniero. Scrivere di un personaggio latino penso che mi verrebbe comunque abbastanza naturale, mentre guardo con un po’ di sospetto i libri con sedicenti detective newyorkesi come protagonisti. Gli americani sono molto diversi da noi e penso che se non hai abitato lì per un bel po’ di anni sia difficile penetrare sotto la scorza degli stereotipi.

Ti sei cimentato con altre forme letterarie? Hai tentato esperimenti nella poesia o nel racconto?
La poesia non mi appartiene, non sono un estimatore del genere, e sicuramente sono negato a scriverla. I racconti sono piacevoli da scrivere, però sotto una certa lunghezza diventa difficile esprimere qualcosa di valido, o meglio solo i grandi ci riescono. Paradossalmente secondo me è più facile il romanzo per uno scrittore inesperto.

Leggo che lavori nel mondo della finanza, come nasce allora la passione per la lettura e per la scrittura?
La passione per la lettura penso che nasca dalla mia propensione a sognare ad occhi aperti, ma è una passione che ho da quando ero bambino, molto prima della finanza. Scrivere invece è una conquista molto più recente, al liceo prendevo sempre 5 di italiano… Però è stata una rivelazione, scrivere è un modo molto interessante e profondo per comunicare con gli altri.

Hai pubblicato con una casa editrice prettamente digitale, sicuramente una scelta coraggiosa, ci dici la tua sugli ebook?
Questo formato ha un potenziale enorme e io condivido la scelta di Michela Alessandroni (owner e editor-in-chief di http://www.flower-ed.it) di scegliere esclusivamente questa piattaforma. Non disdegno i libri cartacei, ma sono una scelta economicamente insostenibile per un autore esordiente. O hai la fortuna (o bravura, per carità) di essere Licia Troisi, che ha esordito con Mondadori, oppure è molto difficile pubblicare subito con una major. E le case minori non hanno la forza finanziaria e distributiva di importi alle librerie, stampando migliaia di copie che rischiano di rimanere invendute. Il formato digitale è invece perfetto per promuovere un nuovo autore, perché non ha costi fissi di avviamento. In realtà nessuno sa cosa va e cosa non va presso il pubblico, a priori. Anche i guru, i santoni dell’editoria, spesso non azzeccano. La Rowling ha ricevuto molti rifiuti prima di pubblicare per un piccolissimo editore, per citare l’esempio più noto, ma ce ne sono molti altri. 

Hai qualche nuovo progetto letterario? Cosa bolle in pentola?
Sto finendo un racconto lungo che verrà pubblicato sempre in ebook, spero entro luglio.
E poi ho un altro progetto, un prodotto editoriale pensato per l’Iphone e i lettori casuali, che sto ancora sviluppando.

Quale consiglio daresti a una persona che sta per inviare per la prima volta il suo manoscritto?
Di non inviarlo! Di lasciarlo riposare 6 settimane e di rileggerlo un’altra volta. Questo è uno dei più preziosi consigli che ho appreso dal bellissimo libro “On Writing” di Stephen King, che suggerisco a tutti gli aspiranti autori. 

Ci racconti come sei arrivato alla pubblicazione? In modo che qualche aspirante autore abbia qualche dritta in più su come muoversi.
Consiglio di leggere qualche manuale di scrittura creativa, perché comunque anche il più talentuoso degli scrittori ha bisogno di regole. Io ne ho letti diversi e in ognuno ho trovato degli spunti interessanti. Uno dei migliori è gratis ed è online, l’ha scritto la Chiara (aka Gamberetta) sul sito http://fantasy.gamberi.org.
Poi consiglio di frequentare i vari forum che ci sono su internet, tipo http://aspirantiscrittori.forumcommunity.net oppure http://scrittorinotte.forumcommunity.net oppure ancora http://www.writersdream.org non perché ti insegnino a scrivere, quanto perché le esperienze di altri utenti possono farti capire un po’ meglio come funziona il mondo dell’editoria e come evitare la piaga dell’editoria a pagamento.
Bisogna quindi provare a proporsi, sperando di catturare l’attenzione di qualche casa editrice.
Io ho gestito tutto in prima persona, non mi sono affidato a agenti letterari. Ho ricevuto diverse proposte da agenzie letterarie, ma quasi tutte prevedevano contratti onerosi, per la revisione del testo, correzione bozze ed editing.
Mi sono ostinato a non pagare nulla per la pubblicazione del mio libro perché volevo essere sicuro di aver scritto qualcosa di valido e che quindi il mio editore fosse disponibile a investire un minimo su di me.
E poi non bisogna scoraggiarsi. Se un libro non viene accettato, si può sempre provare a scriverne un altro. E magari poi si riuscirà a pubblicarli entrambi quando si troverà un editore a cui piace il nostro stile.

Dove ti possiamo seguire? Hai un blog, un profilo twitter, una pagina facebook o un sito personale?
Non sono social perché non condivido le logiche di questi network, che sfruttano il narcisismo umano per fare soldi veri. Ma questa è un’altra storia, magari oggetto di una prossima intervista! Presto metterò online un sito, purtroppo non ho ancora avuto il tempo di dedicarmici, quindi vi invito a seguire il blog del mio editore per avere notizie, al mio tag, http://flower-edblog.blogspot.it/search/label/federico%20negri

Questa era l’ultima domanda, grazie per aver partecipato a quest’intervista!

mercoledì 13 giugno 2012

Recensione di VOLANDO VERSO L'AUSTRALIA ***SPOILER***


Volando verso l’Australia pubblicato dalla casa editrice Flower-ed è un romanzo emozionante ma non è un romanzo per tutti. La scrittrice Amalia Santiangeli sembra voglia analizzare il ruolo fondamentale che l’amore occupa nella vita di ciascuno di noi e dedica questo suo scritto a tutti coloro che credono nell’importanza di questo sentimento, il sentimento più puro, sincero ed autentico che l’uomo possa provare.Il romanzo è stimolante sia per gli argomenti trattati che per il tipo di scrittura fluida e scorrevole che accompagna il lettore fino all’ultima pagina. E’ un libro che si legge tutto d’un fiato.

Volando verso l’Australia
vede come protagonista Vittoria una donna che pur avendo quasi quarant’anni, è ancora molto giovanile e affascinante, una persona indipendente e di successo ma insoddisfatta. Era cresciuta viziata, con un’innata femminilità e una grande capacità di conoscenza delle debolezze, dei vizi e anche dei pregi dell’altro sesso, fino a quando un piccolo avvenimento inaspettato sconvolge la sua vita pianificata e metodica: un blocco in ascensore con un uomo sconosciuto per una manciata di minuti la trasforma in una donna disinibita e provocante. E’ una donna nuova, apparentemente diversa da com’era prima sebbene, in qualche modo, ineluttabilmente collegata ad essa. Eppure, quando la luce ritorna, ricompare anche la Vittoria di tutti i giorni, distante e professionale che, senza esitazione, si rivolge all’uomo, Franco, che ha appena appassionatamente baciato e da cui si è fatta accarezzare con un: posso invitarla a cena una di queste sere? I due si frequentano, si conoscono meglio e quando sembra che stia per iniziare qualcosa di importante ma a questo punto la storia si spezza: lei perde la memoria mentre è in volo verso l’Australia. In questo paese straniero, lontana da tutto ciò che conosce, rimane sedotta da George un passeggero dolce e affascinante che le offre prontamente il suo aiuto portandola a casa con sé, prolungando così il soggiorno australiano: Franco è soltanto un nome senza volto riportato su un’agendina. Solo in seguito, con l’aiuto di un terapeuta, riesce a fare delle piccole incursioni nel suo passato. E’ però il ritorno a Milano che le consente di rievocare tutti i suoi ricordi, i suoi affetti e l’amore per Franco.
La storia potrebbe riprendere da dove si era interrotta, senza ulteriori complicazioni, se non fosse che Vittoria scopre di aspettare un bambino e la decisione che dovrà prendere potrebbe cambiarle tutta la vita. Il finale non ve lo sveliamo vi diciamo solo che è intenso, sofferto e sorprendente insomma proprio da leggere.

La Santiangeli ci fa entrare dentro l’universo della complessa psicologia femminile affrontando il tabù della sessualità di coppia. Ci fa comprendere la responsabilità di una maternità inattesa e gli oneri che questa comporta, ma soprattutto il libro celebra il valore della sincerità come presupposto per il vivere insieme rievoca la massima di La Rochefoucauld: la sincérité est une ouverture de coeur.

 
di Laura Bianco, addetto stampa

Amalia Santiangeli, Volando verso l'Australia

E-book gratis!

Al fine di avvicinare i lettori al libro digitale, flower-ed ha ideato una nuova sezione di e-book gratuiti.

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1 - Mauro Simeone, Angus con delitto

2 - Amalia Santiangeli, Le scarpe


Buona lettura!

lunedì 11 giugno 2012

Su ZeBuk la presentazione di DELL'ELMO DI SCIPIO di Sandro Consolato

Un saggio storico ampio e dettagliato, costituito da tredici capitoli attraverso i quali Sandro Consolato, noto studioso di tradizionalismo romano, ripercorre la nostra storia: partendo dall’antichità, da quella Roma dalla quale riceviamo l’unità culturale e politica, l’autore giunge fino agli inizi del 2012, seguendo lo sforzo fatto nei secoli per pensare e ritrovare l’unità nazionale.

Ben nove sono i capitoli dedicati al Risorgimento, di cui lo studioso analizza gli aspetti, le correnti e i protagonisti, includendo nella sua ricerca anche le teorie complottistiche sui moti unitari: la cospirazione massonica, quella ebraica e quella comunista.

Molti sono i riferimenti al Fascismo, ma un rilievo particolare è dato a tutta la parabola storica del Regno d’Italia, fino al 1946, soprattutto dal punto di vista della lotta palese e occulta tra Stato e Chiesa.

L’autore

Sandro Consolato (Bagnara Calabra, RC, 1959), studioso dei rapporti tra esoterismo, storia e politica, ha curato, tra il 2001 e il 2012, la nuova serie della rivista di studi tradizionali e storici La Cittadella. È autore del saggio Julius Evola e il buddhismo (SeaR, Borzano, RE, 1995) e ha collaborato ai volumi di AA.VV. Il gentil seme. L’idea di Europa: radici e innesti (Ar, Padova 2004), Evola no-global? (Libreria Ar, Salerno 2004), Esoterismo e fascismo (Mediterranee, Roma 2006), Per una nuova oggettività (Heliopolis, Pesaro 2011).
Suoi scritti sono apparsi sulle riviste Arthos, Politica Romana, Letteratura-Tradizione e Margini. Ha contribuito al dibattito sul 150° dell’Unità nazionale con articoli e interviste pubblicate sui quotidiani Il Foglio, il Secolo d’Italia, il Domani e sul mensile di Casa Pound Occidentale.

Credits: Ufficio Stampa Flower-ed

Formati: EPUB + MOBI
ISBN: 978-88-97815-05-1

Fonte: ZeBuk

Recensione di SOLDI, MISTERI E ALTRE CONSEGUENZE di Federico Negri

Titolo: Soldi, misteri e altre conseguenze
Autore: Federico Negri
Editore: flower-ed
Pagine: 241 (ebook)
Prezzo: 5,00 € (qui)


Trama & recensione


Anna è una giovane analista economica, il cui lavoro e i cui progetti vengono sconvolti dall’incontro imprevisto con un genio della finanza. Trascinata insieme all’amico e collega Rino in giro per il mondo, in un vortice di avventure senza respiro, vedrà minacciata la sicurezza stessa della sua famiglia. Anna si scoprirà a varcare ripetutamente i propri limiti, sino a un finale aperto e sorprendente, in cui un nemico invisibile aspettava da sempre nell'ombra, pronto a colpire proprio quando tutto sembrava finalmente essersi aggiustato.


Avete mai provato a immaginare cosa fareste e come reagireste se vi ritrovaste tutto di colpo catapultati in un'avventura, anche pericolosa, che mai avreste pensato di vivere?

Questa è la domanda che si è posto Federico Negri, l'autore di "Soldi, misteri e altre conseguenze": come afferma lui stesso infatti, il suo romanzo "nasce dalla voglia di spingere una persona comune in un territorio inesplorato".
E questo è proprio quello che succede ad Anna, la protagonista del romanzo. Anna vive e lavora a Londra come analista finanziaria ed ha una vita tutto sommato tranquilla e ordinaria fino al giorno in cui parte per il Sudafrica con il collega Rino per svolgere un incarico per conto di una società che vuole indagare su strane transazioni economiche. Un compito apparentemente semplice per due professionisti come loro con alle spalle anni d'esperienza in quel campo. In realtà, una volta in Sudafrica le cose si complicano notevolmente soprattutto dopo l'incontro, molto rocambolesco, con un individuo alquanto bizzarro che si fa chiamare Lisander. Da quel momento in poi la vita di Anna e Rino non sarà più la stessa e si ritroveranno coinvolti in un vero e proprio "intrigo internazionale" fatto di strani personaggi che non si sa mai se siano amici o nemici, misteri, rapimenti, sparatorie, viaggi tra Africa, America, Europa e Asia, finendo per trovarsi più di una volta in situazioni davvero pericolose e che, probabilmente, mai avrebbero pensato di affrontare... fino ad arrivare a scoprire chi realmente sta tirando le fila e sarà una scoperta del tutto inaspettata.
"Soldi, misteri e altre conseguenze" è stata una delle letture più appassionanti di quest'ultimo periodo. Avete presente quei libri che iniziate a leggere pensando "beh me lo leggerò con calma, non voglio finirlo subito" e poi invece vi ritrovate a pensare "no dai, una pagina ancora, una sola e poi basta" e invece le pagine diventano due, tre, dieci e alla fine ne avete letto un centinaio senza esservene resi conto? Ecco, questo romanzo mi ha fatto proprio questo effetto! Era da tempo che un libro non mi "prendeva" e coinvolgeva in questo modo!
I personaggi, l'ambientazione, lo stile di scrittura... tutto è avvincente in questo romanzo! Partiamo dallo stile: senza troppi fronzoli o giri di parole, ma diretto e rapido, con gli avvenimenti che si susseguono frenetici nel corso del racconto, senza mai però affastellarsi l'uno sull'altro o rendere la narrazione confusa e frettolosa. Leggere questo romanzo è come una scarica di adrenalina: leggi una pagina e c'è un colpo di scena, poi ne sfogli un'altra e via con altri colpi di scena che ribaltano la situazione, senza darti un attimo di respiro e spingendoti a continuare per sapere cosa succederà dopo... vi giuro che mentre lo leggevo avevo il cuore in gola, ma non in senso negativo eh! XD
Poi ho adorato i personaggi, tutti ben caratterizzati: Anna, la protagonista principale, questa donna piuttosto pessimista, abitudinaria e per certi aspetti anche complicata che da un giorno all'altro deve mettere in discussione tutta la sua vita e il suo modo di agire e di pensare; Rino, il suo collega e amico, che in pratica è completamente l'opposto di Anna, un uomo per così dire semplice, forse anche un po' superficiale, che ha una moglie e un figlio a cui dice di tenere molto, ma non ci mette due secondi a fare un pensierino anche su Anna; e poi Lisander, il misterioso ed enigmatico Lisander che in pratica è il perno su cui ruota tutta la storia, questo uomo che non si sa chi sia in realtà, da dove venga e quanti anni abbia (e il mistero resterà anche alla fine del romanzo), che si presenta come geniale uomo d'affari e poi si reinventa come una sorta di benefattore dell'umanità. Lisander è uno di quei personaggi carismatici e sopra le righe che ti piacerebbe incontrare una volta o l'altra nella vita per farci quattro chiacchiere e farti trascinare dal suo entusiasmo per quello che fa.
Alla fine del racconto, quando ho girato l'ultima pagina, mi è dispiaciuto lasciare i protagonisti di questo libro che erano quasi degli amici ormai e, anche se il romanzo, pur avendo un finale che potrebbe essere considerato aperto, è autoconclusivo, mi piacerebbe moltissimo poterli ritrovare tutti in un'altra avventura!
Non credo ci sia bisogno di aggiungere altro su questo fantastico libro se non che vi consiglio assolutamente di non farvelo scappare!


Voto: ♥ ♥ ♥ ♥ ♥

sabato 9 giugno 2012

MISTRAL di Mauro Simeone presentato oggi su ZeBuk

Sassuolo, provincia di Modena. Mario Lifosi è un avvocato in pensione, sua moglie Elena è in stato vegetativo da sei mesi e lui non sa come reagire al dolore.
Ha appena acquistato una macchina d’epoca, una Maserati Mistral del sessantasei, che fu il suo sogno di ragazzo. Il restauratore gli dice che per rimettere l’auto in sesto occorrono sei settimane e allora Mario decide di partire alla ricerca di tutti i precedenti proprietari della sua Maserati: il suo obiettivo è quello di ricostruirne la vita, proprio ora che quella della sua amata Elena sta finendo, attraverso un viaggio intorno al mondo che risulterà più avventuroso del previsto.

Mistral
Mauro Simeone
Flower ed, EPUB + MOBI, 2012,  €. 9,00
ISBN: 978-88-97815-08-2

L’Autore

Mauro Simeone è nato a Roma nel 1976.
Scrive perché è un bel modo per conoscere se stesso, gratis.
Ha pubblicato Rocco Calcestruzzo (2008), Tra fango e cielo (2010) e Nell’orecchio del gufo (2010).

Fonte: ZeBuk

venerdì 8 giugno 2012

Recensione di DAJEJUNG di Mauro Simeone pubblicata su Art-Litteram

Ogni volta che dalla redazione arriva un nuovo libro da leggere per il quale viene richiesta recensione, già sai che il contenuto di immagini, parole e sensazioni descritte in quel fascicolo, potranno avere un unico duplice esito (recensirai oppure non recensirai quel testo) ma di sicuro la lettura lascerà dentro di te qualcosa di unico e speciale, perché proveniente da una fonte appunto unica e irripetibile: quell’autore.Quando ho iniziato a leggere DAJEJUNG di Mauro Simeone (Edizioni Flower-ed), il mio primo pensiero è andato al titolo e alla curiosa e originale postura glottologica alla quale, il solo pronunciarlo, il nostro apparato vocale è obbligato, dipingendo sul volto un’espressione nuova e inusuale, creata da quell’accavallarsi di vocali e consonanti al quale la nostra dizione non e’ abituata. E’ un po’ ciò che accade nei racconti brevi riportati in questo libro. Un gioco tra passato e presente, tra sentire e percepire, tra evocare e rimuovere per scoprire cosa davvero si cela al di sotto di tanti dubbi e tante incertezze. Immaginate una seduta psicanalitica nella quale un giovane e scaltro strizzacervelli solleva le pesanti coltri delle nostre certezze per scandagliare a fondo l’intimità vergognosa e timida di ciò che più temiamo. Ecco, la sensazione è stata proprio questa. Mauro Simeone come un pittore alle prese con la sua tavolozza, sceglie i colori più intensi e le sfumature più accattivanti per dipingere un essere umano carico di se, di ma e di anche, senza lasciare spazio ai toni grigi o alle ombre oscure alle quali tanta letteratura psicanalitica ci ha abituato affrontando di questi temi. Al contrario la sua scrittura vola leggera e intrigante racconto dopo racconto. Ritmica, guizzante, mai edulcorata da terminologie che nascondono bugia invece che cruda verità, la forma narrativa prende piede riga dopo riga ricongiungendo ogni volta l’attimo per farne tempo, la goccia per farne mare e il respiro per farne vento d’intesa, tra autore e lettore. Molto spesso addentrandoci nella lettura di questo breve e intenso dipinto di “noi”, ci si trova a soffermarsi su alcune riflessioni, come a strizzarci l’occhio allo specchio dicendoci: “Ehi, questo sei tu, lo sai vero?”. E come in un gioco di specchi viene voglia di chiedersi quanto dei racconti sia preso dal reale vissuto dell’autore e quanto sia invece frutto di una particolare sensibilità d’analisi quasi femminile nonostante uno stile asciutto, rigoroso e a tratti sarcastico e ironico tipicamente e fortemente maschile. Tra le pagine di questo libro, per azzardare accostamenti letterari, ho trovato la crudezza di Charles Bukowski e la sua violenta deflagrazione dell’io instabile, come anche la raffinata descrizione a volte caustica dei fenomeni sociali di Pierpaolo Pasolini che spacca i vetri di un’edulcorata realtà normalizzata per dare una dignità a ciò che, in quanto umano, va vissuto pienamente e compreso fino in fondo per farlo proprio senza comunque accettarne il compromesso.Un dirigibile e un uomo stanco, un ricordo tra amici che si incontrano, donne come comete che scaldano più del sole, rendendo inadeguata la lente protettiva di una virilità dominante più nella comune opinione che nella realtà bruciante, quella che fa di molti uomini un diplomatico zuccheroso e mai scelto da nessuno, ma anche un caldo amante che gioca a sorprendere la sua metà come fa un bambino tirando calci ad un pallone.
Concludendo definirei DAJEJUNG un viaggio attraverso i vizi e le virtù di tanta meravigliosa umanità, lasciata frangersi contro i propri stessi limiti, come fa l’onda con la spiaggia silenziosa dell’io, cambiandole forma e mai sostanza nell’eterno ritmo emozionale così sagacemente tracciato dall’autore, guida sicura e intrigante nei marosi dell’ anima.

Sandro Capodiferro



Autore: Mauro Simeone
ISBN: 978-88-97815-03-7
Editore: Flower-ed
Formati E-Book: PDF (94 pagine) + EPUB + MOBI
Euro 9,00
Anno 2012

Fonte: Art-Litteram

Mauro Simeone, la scrittura e Gustav Jung

"L'arte dello scrivere è il più potente strumento per conoscere se stessi"

Il giovane scrittore castellano è uno dei nomi emergenti nel complesso panorama letterario nazionale. Ecco come salvarsi dal facile clichè 
di Giorgio Capponi

GROTTAFERRATA (08/06/12 - ore 10.30) - E' tra i volti emergenti di un panorama letterario castellano decisamente frizzante. Mauro Simeone, scrittore mai per caso, è stato tra i protagonisti del recente forum su editoria ed autori andato in scena a Frascati. 35 anni, romano di nascita ma grottaferratese di adozione ed indole, Simeone cerca di farsi strada nel complesso mondo degli autori. senza mai darsi per vinto, mettendo sempre nero su bianco e - perfetto interprete dei tempi - componendo pixel dopo pixel. Tra la carta e il web, Mauro sceglie sempre e comunque l'arte dello scrivere.

La tua carriera da giovane scrittore dei Castelli: pulsione letteraria, catarsi o semplice professione?

Scrivo da sempre, ricordo che già alle elementari mi divertivo a scrivere aforismi che poi facevo leggere a compagni e maestre. I miei primissimi “pensierini” furono questi (errori compresi):
"La coccolata è buona perché è coccolata", "Il licuore fa male perché è licuore". Poi, intorno ai vent’anni subii una grossa delusione d’amore e mi venne spontaneo prendere una penna, un quaderno e vomitarci sopra tutta la mia sensibilità ferita. Quindi è facile rispondere alla tua domanda; per me scrivere è pulsione e catarsi.

Le difficoltà che si incontrano lungo la strada del successo letterario sono infinite. Che sia possibile cercare di classificarle?

Domanda interessante, soprattutto nel contesto attuale. Da alcuni anni è infatti cambiata la percezione che si ha dello scrittore; prima era un modello, un punto di riferimento, una persona che con coraggio osava rivelare agli altri la propria anima, il suo modo di essere. Oggi è tutto diverso: lo scrittore è colui che aspira alla popolarità, come se esprimere se stessi non fosse più un’esigenza interiore bensì una regola del marketing. Prova a dire a una ragazza che fai lo scrittore: ti guarderà come se fossi uno che va al provino del Grande Fratello, ti vedrà come uno dei tanti che va alla ricerca del consenso sociale e non capisce che per te scrivere è una necessità fisiologica di esprimerti. Questo succede perché oggi scrivono tutti, senza avere la deferenza necessaria per farsi umili di fronte al foglio di carta (che è poi uno specchio) e guardarsi dentro. E qui ritorniamo alla catarsi.

Parlami della tua ultima fatica letteraria

Ho recentemente pubblicato due ebook con la casa editrice Flower-ed: la raccolta di racconti Dajejung e il romanzo breve Mistral.
Gustav Jung è stato uno dei padri della moderna psicanalisi, un genio assoluto che era avanti duecento anni rispetto alla società in cui viveva. Ho letto i suoi testi e dentro vi ho trovato un tesoro inestimabile che finora non è stato ancora pienamente compreso dalla massa; il titolo è perciò un ammiccamento allo stesso Jung, una specie di incitamento, qualcosa del tipo: “Dai Jung, fatti coraggio che forse stavolta riusciamo a far arrivare il tuo messaggio!”
Mistral è la storia di un avvocato in pensione che per fuggire dal dolore di assistere una moglie morente decide di partire per il mondo andando alla ricerca dei precedenti proprietari dell’auto d’epoca che ha appena acquistato.
In questo romanzetto ho unito le mie due grandi passioni: la scrittura e le auto.

In cantiere, invece, cosa c'è?

C’è un racconto lungo sulle Costellazioni familiari, un concetto innovativo che sta rivoluzionando il modo di intendere le relazioni familiari e non solo.
E poi c’è il racconto del rapporto tra un ragazzo e sua nonna, ambientato in una casa di riposo che sembra un centro sociale occupato; ma di questo non posso dire altro.

Ultima domanda, forse la più filosofica e determinante: vale ancora la pena, oggi, scrivere?

Sì, certo che ne vale la pena. Ma soltanto se si considera lo scrivere per quello che è: uno strumento potentissimo per conoscere se stessi.


La produzione letteraria di Mauro Simeone

2010, Tra fango e cielo, Sorrisi di carta edizioni
2010, Nell’orecchio del gufo, Forme Libere
2012, Dajejung, Flower-ed
2012, Mistral, Flower-ed
 
Fonte: Il Mamilio

giovedì 7 giugno 2012

Il Risorgimento nel mito di Roma. Recensione dell'e-book DELL'ELMO DI SCIPIO di Sandro Consolato

L’articolo sarà pubblicato in «Occidentale», giugno 2012.

In occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia – oltre ai festeggiamenti e ai «solenni» discorsi delle alte cariche dello Stato – è stata prodotta una mole imponente di saggi, monografie, miscellanee, conferenze e convegni che hanno trattato del nostro Risorgimento. Molto spesso a sproposito, lasciando oltretutto ampio spazio ai vari rigurgiti antinazionali (padani, neoborbonici, neoguelfi, internazionalisti, mondialisti, ecc. ecc.). E anche la «nebulosa» neofascista ha in molti casi snobbato la memoria del nostro processo unitario, secondo schemi e modalità assai complessi e stratificati di cui abbiamo ampiamente trattato qui sulle colonne di «Occidentale».

Eppure, proprio in seno all’ambiente nazional-rivoluzionario, abbiamo potuto apprezzare una coraggiosa, doverosa e puntuale messa in discussione della tradizione antirisorgimentale neofascista. E questo, in particolare, grazie al volume miscellaneo curato da Pietro Cappellari Una Patria, una Nazione, un Popolo (Herald Editore), il quale segna un punto di rottura all’interno del proprio ambiente di riferimento, e che si propone anche come punto di non ritorno: come fine degli equivoci, come riappropriazione di una gloriosa tradizione che, invece di essere dimenticata o distorta o umiliata, deve essere al contrario proiettata, decantata e potenziata, nell’avvenire prossimo e remoto.  

È proprio in tal contesto che si inserisce l’ultima fatica di Sandro Consolato, ossia Dell’elmo di Scipio. Risorgimento, storia d’Italia e memoria di Roma (Flower-ed, pp. 331, € 14). Consolato, cultore di «studi tradizionali» e direttore de «La Cittadella», per quest’operazione editoriale ha scelto un’opzione innovativa e coraggiosa, cioè la formula dell’e-book: gli amanti del cartaceo potrebbero scoraggiarsi nell’impresa, eppure – premetto subito – la lettura del documento telematico non risulta affatto scomoda o limitante. Tra l’altro l’opera merita un’attenta e meditata lettura poiché – sulla scorta di una vasta e valida bibliografia, oltreché grazie a una interessante chiave di interpretazione – l’autore confuta una per una tutte le distorsioni neofasciste del Risorgimento, mettendo altresì in luce la plurisecolare continuità, talvolta palese talaltra sotterranea, dell’ideale unitario italiano all’insegna di Roma e della romanità.

La specificità tutta italiana di quest’idea di ri-sorgenza (pensiamo, oltre a «Risorgimento», a termini quali «Rinascimento» e «Riscossa»), ossia l’idea del ripiego – per usare una formula locchiana – su un’origine mitica e carica di gloria, era stata del resto già notata e posta in rilievo da un insospettabile come Antonio Gramsci (insospettabile solo per chi ragiona ancora con paraocchi ideologici), che Consolato opportunamente cita: «Nel linguaggio storico-politico italiano è da notare tutta una serie di espressioni legate strettamente al modo tradizionale di concepire la storia della nazione e della cultura italiana, che è difficile e talvolta impossibile di tradurre nelle lingue straniere. […] Nasce nell’Ottocento il termine “Risorgimento” in senso più strettamente nazionale e politico, accompagnato dalle altre espressioni di “Riscossa nazionale” e “riscatto nazionale”: tutti esprimono il concetto del ritorno a uno stato di cose già esistito nel passato o di “ripresa” offensiva (“riscossa”) delle energie nazionali disperse intorno a un nucleo militante e concentrato, o di emancipazione da uno stato di servitù per ritornare alla primitiva autonomia (“riscatto”). Sono difficili da tradurre appunto perché strettamente legate alla tradizione letteraria-nazionale di una continuità essenziale della storia svoltasi nella penisola italiana, da Roma all’unità dello Stato moderno, per cui si concepisce la nazione italiana “nata” o “sorta” con Roma, si pensa che la cultura greco-romana sia “rinata”, la nazione sia “risorta”, ecc. La parola “riscossa” è del linguaggio militare francese, ma poi si è legata alla nozione di un organismo vivo che cade in letargia e si riscuote, sebbene non si possa negare che le è rimasto un po’ del primitivo senso militare».

L’acume di Gramsci, in effetti, lascia sbalorditi: in questa lucidissima notazione dell’intellettuale comunista, infatti, è contenuta l’idea fondamentale del ritorno all’origine mitica visto non come restaurazione anacronistica o reazionaria di un passato morto e sepolto, bensì come risveglio delle «energie nazionali», come progetto d’avvenire, come «ripresa offensiva», ossia come avanzata. È una concezione squisitamente rivoluzionaria, anche nel senso «tradizionale» indicato da Consolato, il quale intende la «ri-voluzione come ri-torno, quasi astronomicamente scandito, a una condizione originaria perduta in virtù di un perturbamento intervenuto nell’ordo rerum». Non fu d’altronde già D’Annunzio, non a caso cultore del mondo greco-romano nonché «Vate» della nuova Italia, a definire la nostra nazione, con un magnifico epiteto dall’eco omerica, la «Semprerinascente»?

E Consolato, di fatti, tenta di rintracciare il filo rosso del nostro ideale nazionale dall’Antichità sino alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, passando per i sovrani longobardi, Federico II di Svevia, Dante, Petrarca, Cola Di Rienzo, Alfonso d’Aragona, Machiavelli, Campanella, Vico, Filangieri, Romagnosi, Vittorio Emanuele II, Mazzini, Garibaldi e tanti altri, più o meno conosciuti dal grande pubblico, i quali desiderarono ardentemente e prepararono lungo i secoli la rinascita dell’Italia nel nome augusto di Roma.

Proprio in questo contesto, del resto, si inserisce la critica spietata, ma acuta e documentata, delle fallaci interpretazioni neofasciste del Risorgimento. A cominciare da quella – interna dunque al «movimento tradizionale» – di Julius Evola, la quale aveva d’altra parte già ricevuto le obiezioni puntuali di Adriano Romualdi, uno tra i migliori allievi del Barone. Evola, infatti, fece sua in buona parte la lettura demonizzante della corrente neoguelfa («a destra» rappresentata soprattutto da Attilio Mordini), la quale vedeva nel Risorgimento un complotto massonico ai danni della Chiesa e del «mondo tradizionale», rintracciando viceversa i paladini della Tradizione nella Santa Alleanza, nell’Austria asburgica, nelle potenze della Restaurazione e in quel Metternich (l’«ultimo grande europeo» secondo Evola) che reputava l’Italia una mera «espressione geografica». Tutto un mondo, cioè, che tra l’altro – argomenta l’autore – si presenta tutt’altro che cristallino e in regola anche da un punto di vista strettamente tradizionale, non mancando tra le sue fila persone equivoche, ambigue e poco nobili, le quali talvolta intrattenevano inquietanti rapporti con varie sette e massonerie ben poco rispettabili.

E questo proprio mentre l’autore illustra, con dovizia di particolari e con valida documentazione, come presso molti gruppi insorgenti e unitaristi la Massoneria svolgesse la «funzione di “copertura” di realtà iniziatiche italiane ben più antiche della Libera Muratoria nata in Inghilterra nel 1717», con gli esempi di spicco della Carboneria, della Società dei Raggi e della Guelfia (ma il nome non tragga in inganno), le quali molto spesso si caratterizzavano in quanto depositarie dell’antica sapienza pitagorica. Così si può dire del resto di Garibaldi, spesso disprezzato dalla vulgata neoguelfa in quanto appartenente alla Massoneria, laddove Consolato mette ben in luce la poco nota ma radicatissima ispirazione romana dell’«eroe dei due mondi».

Insomma, ce n’è abbastanza per mandare in soffitta settant’anni di neofascismo reazionario e antirisorgimentale, riattivando invece – sia secondo tradizione che secondo rivoluzione (che è la quintessenziale sintesi fascista) – il nostro mito più puro e originario. Un mito che è carico di storia e di gloria, ma anche – se noi ancora lo vorremo – del più splendido destino.
 
Fonte: Augusto

martedì 5 giugno 2012

Nuovo incontro di Michela Alessandroni con ZeBuk

Tempo di ritrovi tra amici.
Eh si, perchè abbiamo avuto di nuovo il piacere di confrontarci con Michela Alessandroni, la mente e il cuore di Flower-ed, casa editrice romana specializzata in ebooks che, da qualche tempo, vi proponiamo su ZeBuk.
E mentre la prima volta la chiacchierata era più una sorta di presentazione dell’attività della casa editrice e del curriculum di Michela, stavolta volevamo che l’intervista fosse più “a gusto” della protagonista.
In buona sostanza, le abbiamo dato carta bianca dicendole qualcosa di molto simile al “Fatti una domanda e datti una risposta” di Marzulliana memoria…
E questa è la sua auto-intervista davvero molto professionale.
Buona lettura!!

L’Auto intervista di Michela Alessandroni

Intervistiamo per la seconda volta Michela Alessandroni, questa volta in veste di autrice dell’e-book “Aramei. Le oscure origini di un popolo”, pubblicato a febbraio con la casa editrice flower-ed.
  1. “Aramei” è il titolo dell’e-book che hai di recente pubblicato con flower-ed. Un argomento molto particolare: vuoi spiegare brevemente chi erano gli Aramei? Quello degli Aramei era un popolo semitico di origine nomadica che apparve sulla scena vicino-orientale subito dopo la grande crisi del XII secolo a.C. Apparve in maniera evidente in quel periodo poiché fu quello in cui si sedentarizzò nella zona siriana, ma di certo esisteva già da tempo.
  2. Il sottotitolo, “Le oscure origini di un popolo” è molto interessante e intrigante anche per i non addetti ai lavori…La mia ricerca è volta completamente a questo: a far luce sulle origini oscure di un popolo che sembra emergere improvvisamente, ma che, a ben vedere, ha lasciato tracce di sé anche in periodi molto remoti e in luoghi geografici lontani da quelli della sedentarizzazione. Così, anche se la maggior parte degli studiosi è concorde nel considerare gli Aramei una nuova entità nel mondo vicino-orientale dell’età del Ferro, io ho voluto individuare e studiare i documenti scritti del II e del III millennio che incoraggiano a una ricostruzione storica diversa.
  3. Il tuo studio, infatti, è ricco di documenti e di bibliografia. Come hai condotto la tua ricerca?Il primo passo è stato quello di documentarmi su quanto era stato già scritto dagli altri. Il primo capitolo dell’e-book è dedicato proprio a questo, alla storia degli studi: a partire dal 1949, anno di pubblicazione del meraviglioso “Les Araméens” di A. Dupont-Sommer. Poi ho voluto ricercare tutte le fonti precedenti la formazione degli stati aramaici di Siria che contenessero informazioni inerenti gli Aramei. Infine, dopo aver individuato e tradotto le fonti, ho tentato una ricostruzione storica basata su di esse, senza preconcetti e con il solo intento di capire qualcosa di più su quel lungo periodo confuso della storia aramaica.
  4. Sembra, quindi, strutturato in maniera molto chiara e lineare. Ma a chi si rivolge il tuo e-book, solo agli specialisti o anche ai non addetti ai lavori? Ho voluto pubblicare le mie ricerche per ogni tipo di lettore, per chi conosce bene queste tematiche, per chi è appassionato di storia antica ma anche per chi ci si avvicina adesso per la prima volta. Conoscere la storia è un passo fondamentale per comprendere il presente e noi stessi, anche quando si tratta di argomenti apparentemente tanto lontani.
  5. Quindi è importante coltivare la propria conoscenza della storia. In questo senso, qual è l’impegno della tua casa editrice? Flower-ed ha un’area dedicata alla saggistica di ambito umanistico. Gli e-book raccolti in questa sezione vogliono essere uno strumento di approfondimento culturale e di crescita personale, senza limiti di spazio e tempo. Ora che siamo entrati definitivamente nell’era del libro digitale, è importante conservare e trasmettere anche contenuti di tipo tradizionale.
  6. Quali sono i tuoi progetti personali in questo senso? In qualità di editore voglio incrementare l’area della saggistica e conferirle un ruolo sempre più rilevante all’interno del catalogo. Come autrice ho in preparazione dei nuovi e-book che spero riescano a vedere la luce quanto prima.
  7. Molti giovani vorrebbero lavorare nel mondo dell’editoria. Quali consigli ti senti di dare a chi vuole cominciare? Non esiste una ricetta unica e sempre valida per avvicinarsi alle professioni dell’editoria. La cosa importante è avere umiltà e pazienza e, soprattutto, non demordere, perché le occasioni ci sono. Posso dire, poi, che esistono dei corsi molto validi e anticipo che sotto questo aspetto flower-ed presenterà quanto prima delle novità assolute.
  8. Questo mese il tema di ZeBuk è quello della violenza e della paura. Vuoi lasciarci un tuo pensiero al riguardo? Ho sempre creduto che l’unica via da percorrere fosse quella dell’amore. E lo credo anche oggi, mentre il nostro sentiero sembra addentrarsi in una selva intricata e ostile. Lo credo anche nei momenti in cui ci sentiamo smarriti e impotenti davanti allo spettacolo crudele della vita che sembra infierire sempre sulla stessa vittima, la povera gente massacrata e lasciata sola. Non è un atteggiamento passivo, perché all’amore non manca la forza di tirarsi su e il coraggio di andare sempre avanti.

Grazie ancora a Michela per averci regalato un altro pezzo della sua vita.
E speriamo di ritrovarci presto con qualche novità!

Fonte: ZeBuk

Virtual Car segnala l'e-book MISTRAL di Mauro Simeone




di Sergio Chierici

Vi segnaliamo un romanzo, scritto dal nostro lettore Mauro Simeone -già autore di alcuni sketches inviati al nostro sito. Il titolo del libro è Mistral, e al centro del racconto si trova proprio la celebre Maserati disegnata da Pietro Frua.

Questi i temi del racconto:
«Sassuolo, provincia di Modena. Mario Lifosi è un avvocato in pensione, sua moglie Elena è in stato vegetativo da sei mesi e lui non sa come reagire al dolore. Ha appena acquistato una macchina d’epoca, una Maserati Mistral del sessantasei, che fu il suo sogno di ragazzo. Il restauratore gli dice che per rimettere l’auto in sesto occorrono sei settimane e allora Mario decide di partire alla ricerca di tutti i precedenti proprietari della sua Maserati: il suo obiettivo è quello di ricostruirne la vita, proprio ora che quella della sua amata Elena sta finendo, attraverso un viaggio intorno al mondo che risulterà più avventuroso del previsto. Mistral, quel vento che soffia impetuoso, non solo dà il nome a un modello di automobile, ma, metaforicamente, riporta al soffio vitale: quello che porta Mario ad affaccendarsi dietro al suo scopo e quello che in Elena si sta invece estinguendo. Lo stile ricalca quello del romanzo picaresco e la storia, narrata in prima personale singolare, vuole essere ironica e profonda al tempo stesso.»

Fonte: Virtual Car

lunedì 4 giugno 2012

ARAMEI di Michela Alessandroni recensito dalla scrittrice Cinzia Baldini su Art-Litteram

Il commento a questo lavoro di Michela Alessandroni, lo faccio con molta umiltà, da semplice lettrice interessata all’argomento storico trattato, in quanto la specificità scientifica della materia considerata richiede conoscenze e approfondimenti culturali che personalmente, in questo campo, mi fanno difetto.
Nonostante l’autrice mi avesse avvertita che mi sarei trovata alle prese con un volume di saggistica molto tecnico e specifico ho voluto comunque leggerlo e alla fine, pur con i miei limiti, ne sono rimasta entusiasta. Vuoi perché il popolo degli Aramei, essendo appassionata di archeologia eretica, mi riporta alla Mesopotamia, la terra che vide la nascita e la scomparsa della grande civiltà di Sumer prima e degli Assiri e Babilonesi in seguito o vuoi perché nonostante la tecnicità del testo l’Alessandroni scrive in maniera talmente chiara che non è possibile non lasciarsi irretire da ciò che discute e dalle tesi che presenta.
Già il titolo del volume può essere considerato il manifesto delle sue indagini: ARAMEI, LE OSCURE ORIGINI DI UN POPOLO al pari dei primi paragrafi dell’introduzione: "La maggior parte degli studiosi è concorde nel considerare gli Aramei una nuova entità nel mondo vicino-orientale dell’Età del Ferro, rappresentando per essi lo sviluppo dell’elemento nomadico presente in Siria e in Alta Mesopotamia sin dal Tardo Bronzo.
Questa visione è alquanto limitante, in quanto taglia nettamente con un passato più remoto e non prende per nulla in considerazione i documenti scritti del II e del III millennio che incoraggiano a una ricostruzione storica diversa".

L’e-book è articolato in quattro sezioni in ognuna delle quali l’analisi è portata avanti, pagina dopo pagina, senza pregiudizi di sorta ma con rigore scientifico e grande professionalità.
Nella prima parte l’autrice ci presenta i motivi che l’hanno indirizzata verso questa ricerca storica ossia la ricostruzione a posteriori, attraverso le analisi di testi millenari rinvenuti nel vicino Oriente, delle origini degli Aramei. Un’antica popolazione di origine semitica più volte citata nell’Antico Testamento di cui si conosce ancora poco ma la cui lingua, l’aramaico, per alcuni versi simile all’ebraico, costituì fino all’invasione araba dell’antico Oriente, "personalizzato" nei loro "dialetti", la lingua universale di molte popolazioni vicino-orientali.
Lo studio prosegue con un minuzioso lavoro di selezione delle testimonianze scritte a cui la ricercatrice ha attinto per formulare le sue teorie ed "Infine, dopo aver individuato e tradotto le fonti, ho tentato una ricostruzione storica basata su di esse, senza preconcetti e con il solo intento di far luce su quel lungo periodo oscuro della storia aramaica". 
Poco oltre la metà dell’e-book, nel paragrafo in cui tratta "Il periodo medio-assiro: dagli Akhlamu Armaya agli Aramei", come segnalato dall’autrice stessa, si ha "il momento centrale dell’indagine", in cui l’Alessandroni riporta ad una ad una le speculazioni formulate nel corso degli anni da autorevoli studiosi quali Dupont-Sommer, Kupper, Moscati, Sacchi, Malamat, Schwartz e Zadok e ne segnala le criticità o i punti di forza fino a presentare una sua originale e dettagliata teoria. Teoria che poggiata su solide fondamenta approfondirà e sosterrà nelle conclusioni. Esse, insieme alla ricca bibliografia, costituiscono le ultime unità del volume.
Un e-book, a mio modesto parere, assai interessante a cui si può avvicinare serenamente il lettore che cerca un saggio di elevato tenore culturale, l’appassionato che vuole approfondire i suoi studi e, senza tema di essere deluso, lo specialista della materia. (Cinzia Baldini)


Michela Alessandroni è laureata in Filologia semitica e ha conseguito un Master in Storia e storiografia multimediale.
Studiosa di letteratura e storia antica, collabora con alcune riviste cartacee e telematiche; ha inoltre pubblicato un saggio biografico su Hermann Hesse e due manuali di scrittura.
Dopo aver lavorato per diversi anni nel mondo della comunicazione scritta e dell’editoria, ha fondato la casa editrice Flower-ed per diffondere la cultura umanistica e la buona letteratura.



Autore: Michela Alessandroni
ISBN: 978-88-97815-00-6
Editore: Flower-ed
Formati E-Book: PDF (156 pagine) + EPUB +MOBI
Euro 14,00
Anno 2012

Fonte: Art-Litteram